05 Maggio 2008

Mare

"[...]Sai cos'é bello qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde.[...] É come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'é un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo é qui.[...]Ma c'é qualcosa che incrina questo purgatorio. Ed é qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste,divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, é saggio, é dolce, é potente, é imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama.[...]Non fa altro, in fondo, che questo: chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, é te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve.Continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente, li sentirai chiamare. Succede in questo purgatorio di sabbia. Succederebbe in qualsiasi paradiso, e in qualsiasi inferno. Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.[...]"

Alessandro Baricco - "Oceano mare"

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